Vedo a Colori, l’arte urbana che rigenera Civitanova Marche: intervista al direttore Giulio Vesprini

CIVITANOVA MARCHE – Siamo stati al molo di Civitanova Marche per incontrare Giulio Vesprini, urban artist e direttore del Museo d’Arte Urbana Vedo a Colori di Civitanova.

Vesprini, puoi parlarci di questo progetto Vedo a Colori?

Vedo a Colori è un progetto di arte urbana che si lega, se vogliamo, ad un’azione che parla di rigenerazione degli spazi pubblici e è nato nel 2009, da una mia idea, partendo dai cantieri navali fino ad arrivare al molo che diventa ad oggi il cuore pulsante del progetto. Nasce con l’intento di far tornare a comunicare un luogo centrale, importantissimo per una città di mare che è il porto e lo fa attraverso il murales. Quindi ho invitato tantissimi artisti italiani ed esteri per dipingere ed interpretare il nostro bellissimo porto.

Abbiamo parlato di porto, di molo. Quali sono i luoghi simbolo di questo progetto?

Il progetto Vedo a Colori, una volta uscito dal perimetro dell’area portuale, arriva principalmente nelle scuole toccando temi importanti come la transizione ecologica, la mobilità sostenibile, le disabilità e quindi abbiamo lavorato con diversi assessorati per portare nelle scuole, circa 20 le pareti già risolte, dei temi importanti. Quindi abbiamo lavorato anche con le classi dei lavoratori. Oltre a questo, sempre lavorando in spazi pubblici di proprietà del comune, abbiamo realizzato diversi sottopassi della città di Civitanova Marche.

L’hai detto prima, artisti molto importanti. Puoi dircene qualcuno?

Sono arrivati artisti da tutto il mondo. Abbiamo ospitato artisti dall’Uruguay, dall’Argentina, artisti brasiliani, artisti che sono venuti dall’est Europa, da Belgrado. Ci sono anche tantissimi italiani. Siamo arrivati a circa 108 artisti in 15-16 anni di progetto. Abbiamo nomi importanti quali Ericailcane, Milo, il milanese Bros, Andrea Ravo. Abbiamo ospitato tantissimi nomi, quasi tutta la scena italiana. Possiamo definire come un grande atlante dell’arte urbana italiana.

E per il futuro?

Per il futuro stiamo lavorando con l’amministrazione comunale che nel 2021 ha riconosciuto, vedo a colori, come uno dei primissimi e pochi musei di arte urbana in Italia. Questo fa sì che il progetto duri nel tempo. Stiamo rifacendo i murali al molo perché sono passati già dieci anni e stiamo lavorando a stretto contatto con la politica per avere proprio uno spazio fisico che possa essere un involucro, un contenitore di cultura. Fare anche scuola  per i ragazzi e ospitare tutte le opere che gli artisti poi ci donano. Quindi c’è già un museo, è un museo atipico, stiamo lavorando per avere poi uno spazio fisico.