USSITA – A dieci anni dalle scosse sismiche dell’ottobre 2016, Ussita prosegue il proprio percorso di ricostruzione, con un programma di interventi pubblici che, secondo i dati dell’Amministrazione comunale, raggiunge un valore complessivo di circa 100 milioni di euro. Un impegno economico e progettuale che coinvolge infrastrutture, servizi essenziali, edifici pubblici, impianti sportivi e turistici, opere di urbanizzazione e messa in sicurezza del territorio.
Il decimo anniversario rappresenta un momento per fare il punto sui risultati raggiunti, sui cantieri aperti e sulle opere ancora da realizzare. La ricostruzione, infatti, non si misura soltanto attraverso le risorse mobilitate o gli edifici recuperati, ma anche attraverso la capacità di restituire funzionalità ai servizi, rilanciare le attività economiche e creare le condizioni per il ritorno stabile delle persone.
“A dieci anni da quelle scosse, il nostro pensiero va innanzitutto alle persone, alle famiglie che hanno vissuto la perdita della propria casa e dei propri punti di riferimento, e a tutti coloro che in questi anni hanno continuato a credere in Ussita – dichiara il sindaco Silvia Bernardini. – La ricostruzione è un percorso lungo e complesso, che richiede pazienza, competenze, risorse e una collaborazione costante tra Comune, strutture commissariali, Regione e tutti gli enti coinvolti. In questi anni abbiamo lavorato per trasformare i finanziamenti in progetti e i progetti in opere concrete. Sappiamo che c’è ancora molto da fare, ma ogni cantiere che avanza, ogni abitazione che torna agibile e ogni servizio restituito alla comunità rappresentano un passo importante. Il nostro obiettivo non è soltanto ricostruire gli edifici, ma restituire a Ussita la possibilità di vivere, lavorare e guardare al futuro”.
Tra gli interventi più significativi per il futuro del territorio figurano il recupero della casa di riposo, del palaghiaccio, dell’attuale palazzo comunale, destinato a diventare un museo, e dei cimiteri, insieme alla realizzazione del nuovo Municipio e alla riqualificazione della stazione turistica di Frontignano, con la costruzione della nuova cabinovia e dei rifugi in quota. Si tratta di opere diverse per funzione e finalità, ma accomunate da un obiettivo fondamentale: contribuire alla rinascita di Ussita, restituendo spazi e servizi alla comunità, rafforzando la vita sociale e rilanciando l’attrattività turistica del territorio.
Il progetto esecutivo della Casa di riposo e Residenza protetta “Sant’Antonio”, che prevede un investimento di circa 4.950.000 euro, è attualmente nella fase di validazione. Una volta concluso tale adempimento e acquisito il progetto validato, sarà possibile procedere con l’avvio della gara per l’affidamento dei lavori. Si tratta di un intervento di particolare rilevanza per il ripristino dei servizi alla persona e per la ricostruzione di una rete di assistenza di prossimità, fondamentale per rispondere ai bisogni della popolazione e rafforzare il tessuto sociale della comunità.
Un valore che va oltre quello edilizio caratterizza anche il recupero dei cimiteri, luoghi della memoria collettiva profondamente segnati dal terremoto. Per il cimitero monumentale di Castelmurato, a Castelfantellino, è previsto un investimento di oltre 13,3 milioni di euro, comprensivo del consolidamento del versante. L’appalto integrato è stato espletato ed è in corso la progettazione esecutiva. Per il recupero del cimitero di Casali è previsto un finanziamento di 1,5 milioni di euro, e per la ricostruzione del cimitero di San Placido, è previsto un ulteriore finanziamento di 2 milioni di euro: per quest’ultimo il progetto di fattibilità tecnico-economica è stato redatto e consegnato ed è in corso l’istruttoria da parte dell’Ufficio speciale per la ricostruzione.
La nuova cabinovia di Frontignano rappresenta uno degli investimenti più rilevanti per il rilancio turistico ed economico di Ussita. Il progetto, del valore di circa 17,1 milioni di euro, prevede la realizzazione di un unico nuovo impianto a servizio del settore del Canalone, in sostituzione di tre seggiovie esistenti che sono state smantellate. I lavori sono stati appaltati e avviati nel giugno 2025. L’opera è finanziata attraverso risorse del Piano nazionale complementare al PNRR, fondi delle ordinanze commissariali e ulteriori stanziamenti destinati alla ricostruzione.
Accanto alla cabinovia, procede anche il percorso per il recupero del Palazzo del Ghiaccio, per il quale è in corso la procedura di gara d’appalto. L’intervento, che comprende il miglioramento sismico e il rifacimento degli impianti tecnologici danneggiati dal terremoto, ha un valore previsto di circa 7,1 milioni di euro. Si tratta di un’infrastruttura strategica per la ripresa delle attività sportive e ricreative e per il rafforzamento dell’offerta turistica.
Un altro passaggio fondamentale riguarda il Palazzo delComune. Il progetto di adeguamento sismico e rifunzionalizzazione del vecchio palazzo comunale dispone di un finanziamento di 3,5 milioni di euro e si trova nella fase di progettazione di fattibilità tecnico-economica ed esecutiva. La sede dell’ex municipio verrà destinata a polo museale.
La realizzazione del nuovo Municipio presso l’ex caserma dei Carabinieri rappresenta un altro obiettivo strategico per il futuro di Ussita. L’intervento consentirà di dotare il Comune di una sede municipale pienamente funzionale e adeguata alle esigenze dell’Ente, indispensabile per garantire servizi efficienti ai cittadini e supportare la complessa attività amministrativa connessa alla ricostruzione. Attualmente, il progetto è sottoposto alla verifica della Struttura commissariale, finalizzata al riconoscimento del relativo contributo, stimato in circa 6 milioni di euro.
Il programma di ricostruzione interessa anche le reti e le opere di urbanizzazione delle frazioni, fondamentali per il ripristino delle condizioni di sicurezza e per il ritorno alla piena funzionalità dei centri abitati, così riassunti:
-
Sant’Eusebio (Lotto 1): lavori in corso, prossimi alla conclusione: € 1.319.997,40.
-
Vallestretta (Lotto 1): lavori in avvio: € 2.450.000,00;
-
Casali (Lotto 1): in corso la procedura di gara: € 2.001.803,79;
-
San Placido: redatto il progetto definitivo del Lotto 1 e Lotto 2: importo stimato € 3.514.695,71;
-
Capoluogo-Fondovalle: redatto il progetto preliminare Lotto 1 e Lotto 2: importo totale stimato Lotto 1: € 8.907.021,63 – Lotto 2: 611.078,37.
Proseguono inoltre gli interventi sulle infrastrutture elettriche, sulle reti di adduzione idrica e sulle opere necessarie a garantire la sicurezza del territorio.
Avanza l’iter per i lavori di mitigazione del rischio idrogeologico del fosso Valruscio: il Consorzio di Bonifica delle Marche sta ultimando la redazione del progetto esecutivo, per un valore complessivo stimato dal piano di fattibilità tecnico-economica in oltre 35,4 milioni di euro.
Per i lavori di mitigazione del rischio valanghe della frazione di Vallestretta, sul versante di Monte Rotondo, è stata aggiudicata la gara dell’appalto integrato che prevede, contestualmente, la redazione del progetto esecutivo e l’esecuzione dei lavori, per l’importo di euro 8.365.000,00.
Il processo di ripristino del patrimonio edilizio privato è ben avviato e attraverso una ricognizione dei singoli interventi, l’Ufficio Tecnico comunale ha tracciato il quadro delle opere di ricostruzione privata in essere, evidenziando il volume di interventi e lo stato di avanzamento dei progetti e dei cantieri attivi.
A fronte di n. 623 ordinanze di inagibilità emesse dopo il sisma, le pratiche di ricostruzione privata presentate sono complessivamente 374, pari a oltre il 60% del totale. Di queste, 251 hanno ottenuto il decreto di concessione del contributo e 64 immobili hanno completato i lavori di ricostruzione, mentre 187 interventi risultano ancora in corso. I dati evidenziano un percorso di ricostruzione che, pur avendo superato per numerosi interventi la fase progettuale e autorizzativa, richiede ancora un impegno significativo per consentire il completamento delle opere e il pieno recupero del patrimonio edilizio danneggiato dal sisma.
Numeri che raccontano una trasformazione ancora in atto e che evidenziano la necessità di proseguire con determinazione nell’attività di progettazione, istruttoria e realizzazione degli interventi. Un impegno che coinvolge il Comune e tutti gli Enti pubblici interessati, ma anche i professionisti incaricati e le imprese esecutrici, ciascuno chiamato a contribuire, con competenza e responsabilità, al completamento della ricostruzione e al rilancio del territorio.
Tra gli interventi privati in via di ultimazione merita particolare attenzione quello relativo al condominio Ambassador di Frontignano, uno dei cantieri più significativi della ricostruzione privata post-sisma. La conclusione dei lavori consentirà di restituire alla comunità di Ussita oltre 100 appartamenti, segnando un traguardo importante nel percorso di rinascita del territorio e contribuendo al recupero della sua capacità di accoglienza turistica e residenziale.
Il percorso di rinascita di Ussita comprende anche iniziative volte alla tutela ambientale e alla valorizzazione delle risorse naturali del territorio, come la realizzazione del nuovo Laghetto Azzurro. L’intervento ha suscitato l’interesse di enti ed esperti per le caratteristiche del suo habitat naturale, con particolare attenzione alla presenza di libellule e di altre specie di insetti, che rappresentano un’importante risorsa per la biodiversità locale e un’opportunità per promuovere ulteriori attività di studio e valorizzazione ambientale.
A dieci anni dal terremoto, Ussita si trova dunque davanti a una sfida che va oltre il recupero degli edifici danneggiati. Le risorse destinate alle opere pubbliche, i cantieri in corso e le pratiche della ricostruzione privata delineano un percorso articolato, nel quale ogni intervento concorre a ricomporre il tessuto urbano, sociale ed economico della comunità.
“I dieci anni dal terremoto del 2016 ci invitano a guardare con lucidità a quanto è stato fatto e a ciò che resta da fare – conclude il Sindaco Silvia Bernardini. – Non dimentichiamo le difficoltà affrontate dalle nostre famiglie e il lavoro di chi, in questi anni, ha contribuito alla ripartenza del paese. Continueremo a seguire ogni intervento con determinazione, perché la ricostruzione deve tradursi in opportunità concrete, servizi, sicurezza e nuove prospettive. Vogliamo che Ussita non sia soltanto un luogo da ricostruire, ma una comunità in cui scegliere di restare, tornare e investire nel futuro”.
