Treia fuori dai Comuni montani sospende l’adesione ad ANCI. Capponi: «Nuova legge penalizza le aree interne»

TREIA – Il Comune di Treia ha deciso di sospendere con effetto immediato la propria adesione all’ANCI, sia a livello nazionale che regionale, in seguito all’approvazione del DPCM del 18 febbraio 2026 che ridefinisce i criteri di classificazione dei Comuni montani, in attuazione della Legge 131/2025.

Il provvedimento ha, infatti, escluso Treia dalla nuova classificazione, nonostante il riconoscimento storico di Comune montano e l’appartenenza all’Unione Montana Potenza Esino Musone. Una scelta definita “grave” dall’Amministrazione, che incide direttamente sulla tenuta sociale, economica e demografica del territorio.

La decisione comporta conseguenze rilevanti: dalla perdita di agevolazioni fiscali alla riduzione delle opportunità di accesso a bandi nazionali ed europei, fino alle ricadute su servizi essenziali come scuola, sanità e sostegno alle imprese agricole.

«Non possiamo accettare una classificazione che cancella con un tratto di penna la realtà dei nostri territori – dichiara il sindaco di Treia, Franco Capponi – Treia è e resta un Comune montano per storia, caratteristiche e difficoltà quotidiane. Questa decisione penalizza il nostro Comune e l’intero sistema delle aree interne marchigiane. Ancora più grave è il fatto che tutto questo sia avvenuto senza un confronto reale con i territori. ANCI dovrebbe rappresentare e difendere i Comuni, non limitarsi a ratificare decisioni che li danneggiano».

Da qui la decisione di sospendere l’adesione ad ANCI, in attesa di una revisione della normativa e di un ripristino di una rappresentanza ritenuta coerente con gli interessi dei territori. Il Comune si riserva inoltre la possibilità di una revoca definitiva qualora le istanze avanzate non vengano recepite.

Alla base della scelta dell’Amministrazione comunale anche il ruolo svolto da ANCI nel percorso che ha portato all’approvazione del DPCM. L’Associazione, pur partecipando alla Conferenza Unificata Stato-Regioni, non avrebbe promosso un confronto preventivo adeguato con i territori coinvolti, né rappresentato le criticità dei Comuni esclusi, esprimendo successivamente una posizione di soddisfazione sull’impianto della riforma.

Nel documento approvato, il Comune evidenzia inoltre come i nuovi criteri, fondati prevalentemente su parametri altimetrici, non tengano conto delle reali condizioni delle aree interne appenniniche, segnate da spopolamento, fragilità infrastrutturali, dissesto idrogeologico e distanza dai servizi sanitari. «Agiremo sempre – conclude Capponi – per difendere la nostra comunità, la dignità e il futuro di Treia, chiedendo criteri più giusti e una reale attenzione per chi vive e amministra le aree interne».

Il provvedimento sarà trasmesso alla Presidenza nazionale e regionale di ANCI, al Ministero per gli Affari Regionali, alla Regione Marche e ai parlamentari marchigiani.