Servizio idrico integrato, la Corte dei Conti boccia l’ATO 3: sindacati chiedono proroga e vigilanza

MACERATA – Una bocciatura senza precedenti quella arrivata dalla Sezione di Controllo per le Marche della Corte dei Conti sul percorso avviato per la costituzione del gestore unico del servizio idrico integrato nell’ATO 3 Marche Centro. Secondo la Corte, le indicazioni fornite dai professionisti incaricati da Comuni e società sulle caratteristiche del gestore unico ipotizzate risultano contrarie ai principi di legge alla base dell’affidamento in house del servizio.

Il percorso, durato mesi, ha visto il coinvolgimento di numerosi consulenti, esperti e uffici legali, con un dispendio di centinaia di migliaia di euro di denaro pubblico, finito anche sotto la lente della Procura della Corte dei Conti.

Durante l’assemblea odierna dell’ATO 3, i Sindaci hanno preso atto della delibera, riconoscendo gli errori commessi nei mesi precedenti. Le organizzazioni sindacali CGIL e CISL, rappresentate da FILCTEM e FEMCA/FLAEI, auspicano che termini il tempo dei giochi e dei rimpalli di responsabilità, e che si arrivi finalmente a un obiettivo chiaro: il mantenimento del servizio idrico in mano pubblica.

Secondo i sindacati, è necessario concedere prima della fine dell’anno un’adeguata proroga delle concessioni esistenti, considerando la complessità della situazione, per consentire l’adozione di tutti gli atti necessari al proseguimento del percorso corretto. “Vigileremo affinché questa proroga non sia solo un modo per guadagnare tempo, ma porti realmente alla nascita di un gestore unico, conforme alla normativa”, dichiarano i sindacalisti.

CGIL e CISL hanno inoltre annunciato la riapertura dello stato di agitazione dei lavoratori del comparto e la ripresa del percorso assembleare nelle aziende coinvolte e tra la cittadinanza, invitando tutti a mantenere alta l’attenzione su un tema “decisivo per il futuro del territorio”.