SERRAPETRONA – Dopo dieci anni di chiusura a seguito dei danni provocati dal sisma del 2016, a Serrapetrona è tornata pienamente fruibile la Pinacoteca d’Arte Sacra e Contemporanea – Museo dell’Uomo, uno spazio culturale profondamente legato all’identità del territorio.
La cerimonia di riapertura ha registrato una forte partecipazione della comunità e delle istituzioni. Il sindaco Silvia Pinziha sottolineato come l’evento non rappresenti soltanto un’inaugurazione, ma una vera e propria restituzione alla collettività di un “luogo della memoria”, capace di raccontare la storia e le radici del borgo.
L’edificio, di proprietà della Parrocchia di San Clemente e concesso al Comune in comodato d’uso, è stato oggetto di importanti interventi di riparazione e miglioramento sismico finanziati attraverso risorse dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche, per un importo di circa 174.852 euro.
La Pinacoteca torna così a ospitare le collezioni di arte sacra e contemporanea, testimonianze della vita rurale e preindustriale del territorio e una nuova sezione dedicata all’ornitologia. L’offerta culturale è stata arricchita anche da una mostra temporanea inserita nell’Appennino Foto Festival 2026, che propone un percorso visivo sui territori appenninici colpiti da abbandono e sisma, tra memoria e ricostruzione.
Nel suo intervento, il sindaco Pinzi ha ribadito il valore identitario del museo, richiamando la resilienza della comunità locale e il legame profondo con le proprie radici. Ha inoltre ringraziato volontari e giovani impegnati nel Servizio Civile, evidenziando il ruolo delle nuove generazioni nella costruzione del futuro del paese.
Nel corso della cerimonia sono intervenuti anche rappresentanti del mondo culturale e istituzionale, sottolineando il valore della riapertura non solo come recupero materiale dell’edificio, ma come tassello fondamentale del processo di rinascita culturale e sociale delle aree interne colpite dal terremoto.
La giornata si è conclusa con il simbolico taglio del nastro e la benedizione del nuovo parroco, segnando ufficialmente il ritorno alla fruizione pubblica di uno spazio che torna a essere punto di riferimento per la comunità.
