MATELICA – Si è tenuta stamane (9 ottobre) a Palazzo Ottoni la presentazione delle Giornate Fai d’Autunno, che a Matelica porteranno alla scoperta della Casa Museo Piersanti.
Sabato 10, dalle 15 alle 19, e domenica 11, dalle 10 alle 12 e poi dalle 15 alle 19, sarà possibile visitare gli ambienti del palazzo, lodato dal critico d’arte Vittorio Sgarbi per la bellezza delle sue raccolte.
Costruito nel XV secolo e acquistato dalla famiglia Piersanti nel 1728, che vi risedette fino a fine Ottocento, il palazzo ospita al suo interno mobili marchigiani del XVIII secolo, reliquie, tavole marchigiane e venete del XV secolo, tele del XVII e XVIII secolo, collezioni di “chinoiserie” e terrecotte dell’America Latina. A mettere insieme il primo nucleo del museo fu Monsignor Venanzio Filippo Piersanti, Maestro di cerimonie della Cappella Pontificia che, grazie a incarichi di prestigio presso la curia romana, fece costruire una cappellina domestica al cui interno raccolse oggetti di pregio, suppellettili artistiche, quadri e arazzi. Ad arricchire i preziosi arredi lasciati da Monsignor Piersanti furono i fratelli Giovanni e Giocondina e in seguito gli eredi, che mantennero la proprietà del palazzo fino agli inizi del Novecento. Fu Teresa Capeci, vedova senza figli del marchese Filippo Piersanti, a donare l’edificio e il corredo lì conservato al Capitolo e alla Parrocchia della Cattedrale, facendo così seguito alle volontà testamentarie del marito.
Nel tempo il museo ha ricevuto importanti donazioni e oggi al suo interno, oltre al lascito di Monsignor Piersanti, è possibile ammirare la raccolta di pastelli del pittore e disegnatore matelicese Diego Pettinelli dedicata alla città di Matelica.
Presente stamane anche il sindaco Denis Cingolani, che ha dichiarato: “La collaborazione fra amministrazione comunale, FAI e, in questo caso, con il Museo Piersanti, che è proprietà del Capitolo della Cattedrale di Santa Maria, è indispensabile per la valorizzazione del nostro patrimonio. Dopo la riapertura di Casa Piersanti nel dicembre del 2025 sono state organizzate una serie di iniziative che hanno riportato in vita questa bellissima dimora settecentesca. Grazie alle Giornate FAI potremmo rivivere l’atmosfera di una famiglia dell’epoca, grazie anche all’intervento dei ragazzi dell’Istituto Tecnico Commerciale ‘Antinori’ e dell’Istituto Professionale ‘Don Pocognoni’ di Matelica che, in qualità di ciceroni, accompagneranno i turisti”.
L’assessore alla Cultura e al Turismo Barbara Cacciolari ha portato il saluto dell’amministrazione comunale e ha sottolineato l’importanza dell’evento: “Le Giornate FAI d’Autunno sono un’occasione preziosa per riscoprire la nostra storia e guardare con occhi nuovi alla bellezza che ci circonda – ha esordito l’assessore –. Quest’anno Matelica è protagonista con Palazzo Piersanti e il suo straordinario patrimonio museale. Qui non troviamo soltanto opere d’arte, ma la memoria e l’identità della nostra comunità. Una città cresce quando sa custodire il proprio patrimonio, raccontarlo e renderlo accessibile. Per questo la cultura non è soltanto un’eredità da conservare: è una risorsa viva, capace di costruire il futuro.
Come Assessore sto lavorando per rafforzare l’identità culturale di Matelica, valorizzare i suoi luoghi simbolo e promuovere un turismo attento alla qualità, alla storia e all’autenticità del territorio.
Le Giornate FAI ci ricordano, però, che la tutela del patrimonio è una responsabilità condivisa. Istituzioni, cittadini, associazioni, volontari e giovani possono contribuire insieme a mantenere viva la nostra storia.
Rivolgo un sincero ringraziamento al FAI, alla Delegazione territoriale, ai volontari, agli Apprendisti Ciceroni e a tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa.
Un ringraziamento speciale va ai giovani: quando imparano a raccontare un’opera d’arte o un luogo storico, non trasmettono soltanto informazioni: diventano custodi consapevoli della propria identità culturale”.
“La visita al Piersanti si caratterizza non tanto per far vedere tutte le opere che ci sono, ma piuttosto per conoscere la vita della famiglia del Settecento e dell’Ottocento – ha spiegato il referente FAI Giovanni Ciccardini –. Puntiamo a far capire alle persone quale fosse il tipo di vita che si conduceva in quella realtà: è il filo conduttore della giornata”.
