MATELICA – É stata celebrata ieri (domenica 9 novembre) la giornata delle forze armate e dell’unità nazionale. Alle ore 10.30 si è tenuta la Santa Messa in cattedrale per i caduti di tutte le guerre.
Alle ore 11.30 c’è stato il corteo e la deposizione delle corone ai monumenti. Si tratta di un momento di ricordo organizzato dall’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci della Sezione di Matelica e dalla Città di Matelica. Il sindaco della Città di Matelica ha sottolineato l’importanza di questa giornata: «Ricordiamo il coraggio, l’abnegazione e il sacrificio di coloro che, in ogni tempo, hanno servito la Patria indossando una divisa.
Questo giorno non è soltanto memoria, ma riconoscenza viva verso chi ha difeso la libertà, la pace e i valori democratici sui quali si fonda la nostra Repubblica. Le Forze Armate rappresentano, ancora oggi, un presidio di sicurezza, solidarietà e pace, in Italia e nel mondo, a tutela dei cittadini e delle istituzioni. Che questa giornata sia per tutti noi un invito a custodire con responsabilità l’eredità di quei valori e a trasmetterli alle giovani generazioni come fondamento della nostra convivenza civile.
Colgo l’occasione per ringraziare tutte le forze armate e le autorità militari che garantiscono ogni giorno la sicurezza del nostro territorio e della nostra nazione”. Presso Palazzo Ottoni è stata inoltre scoperta una targa in marmo che recita “La Città di Matelica su questa reverente pietra ricorda i suoi figli caduti militati, civili e combattenti che, pur nella diversità delle idee, offrirono la loro vita per la patria e per la libertà dalla dittatura nella seconda guerra mondiale.
A riconoscimento del loro sacrificio auspica in eterno il rifiuto di ogni contesa bellica la pace e la fraternità fra i popoli la libertà e gli inalienabili diritti di tutta l’umanità”. Il primo cittadino matelicese ha inoltre aggiunto: “I loro nomi, incisi nella storia, parlano a noi e alle generazioni future: ci ricordano che la libertà non è mai scontata, ma è frutto di sacrifici, di scelte difficili, di un profondo senso di responsabilità verso la comunità e verso la dignità umana.
Questa lapide non è solo un segno di dolore e di memoria, ma anche un messaggio di speranza. Che il ricordo dei nostri caduti ci guidi nel costruire un presente fondato sulla giustizia, sulla solidarietà e sul dialogo, perché solo così possiamo onorare veramente la loro eredità».
