SAN SEVERINO MARCHE – La Rete Museale dell’Alta Valle del Potenza è stata protagonista di un’importante giornata di riprese da parte di una troupe di Rai News. L’interesse della televisione nazionale conferma il valore strategico e la portata culturale di questo progetto inter-comunale, nato per volontà della Regione Marche e finanziato grazie ai bandi per il “Sostegno alle aggregazioni di istituti e luoghi della cultura”.
A guidare le telecamere e a esplorare le preziose raccolte d’arte è stato il professor Costantino D’Orazio, figura di spicco nel panorama culturale italiano, attualmente direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia e della Direzione regionale dei Musei dell’Umbria. Il professor D’Orazio vanta anche l’importante incarico di curatore residente presso il Museo di Arte Contemporanea di Roma (MACRO) ricoperto in precedenza.
La troupe è stata accompagnata nel tour dalla dottoressa Federica Galazzi, direttore della Rete Museale. A San Severino Marche, Comune capofila del progetto, la delegazione è stata accolta dal sindaco, Rosa Piermattei, e dall’Assessore comunale alla Cultura, Vanna Bianconi.
Durante l’incontro, il primo cittadino settempedano ha sottolineato il ruolo cruciale della Rete Museale non solo per la valorizzazione turistica, ma come strumento di coesione sociale: “La Rete Museale dell’Alta Valle del Potenza – ha spiegato la Piermattei – è un progetto di valorizzazione culturale che coinvolge attivamente i Comuni di San Severino Marche, Castelraimondo, Pioraco e Sefro. L’obiettivo è trasformare questo ricco patrimonio, che spazia dall’archeologia al costume folcloristico, fino all’arte moderna e alla cultura del territorio, in un unico grande museo diffuso”.
Il sindaco ha poi evidenziato la sua valenza strategica nel contesto attuale visto che il progetto mira a superare l’isolamento post-sisma e a integrare arte, storia e paesaggio per offrire ai visitatori un’esperienza culturale e turistica più attrattiva: “In un territorio che sta ancora lavorando per la piena ricostruzione post-sisma, la Rete è il simbolo concreto della resilienza e della rinascita. Non è solo un’operazione di catalogazione o valorizzazione turistica; è soprattutto un progetto di narrazione di comunità. Mettendo in sistema i nostri tesori, dall’arte rinascimentale ai reperti romani – ha spiegato ancora il sindaco Piermattei – noi non solo salviamo e tramandiamo il nostro patrimonio, ma rafforziamo l’identità e la coesione sociale dei nostri centri”.
La Rete Museale unisce realtà preziose e diversificate come la pinacoteca civica “ Tacchi Venturi”, il museo archeologico “Giuseppe Moretti” e il MuSeT di San Severino, insieme ai musei degli altri Comuni aderenti.
“La Rete ci permette di guardare oltre i confini del singolo Comune, lavorando insieme per fare della cultura il motore per lo sviluppo turistico e un antidoto allo spopolamento” – ha concluso il sindaco che ha accompagnato la delegazione in visita anche alla Galleria d’Arte Moderna nel piano nobile del Palazzo Comunale.
