Porte chiuse e divieto di trasferta: la Maceratese esprime rammarico

MACERATA – «Con grande rammarico, la S.S. Maceratese prende atto del provvedimento che dispone lo svolgimento a porte chiuse della gara Maceratese–Chieti di domenica 21 dicembre e il divieto di trasferta per i tifosi biancorossi per le prossime quattro partite. Questo provvedimento colpisce in primo luogo i tanti tifosi che seguono la squadra con passione, correttezza e senso di appartenenza. La società desidera ribadire che i comportamenti violenti verificatisi nei giorni scorsi non rappresentano né la Maceratese né la sua comunità di tifosi». Così in una nota la società Maceratese.

«Con grande dispiacere, a causa dei provvedimenti adottati, siamo costretti a rimandare alla prossima partita l’iniziativa in programma con Anffas Macerata, un evento altamente inclusivo preparato da tempo e molto sentito dalla società e dalla città».

𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐂𝐫𝐨𝐜𝐢𝐨𝐧𝐢:

«Non posso esimermi dal condannare con fermezza i fatti accaduti lo scorso 14 dicembre e nell’esprimere solidarietà agli agenti ed ufficiali delle FF.OO. rimasti coinvolti nell’esercizio del proprio dovere.

Il provvedimento adottato penalizza l’intera collettività che domenica si sarebbe ritrovata a festeggiare e celebrare l’ANFFAS di Macerata in un evento altamente inclusivo preparato da diverso tempo. Spiace dover rilevare che alla riunione tenutasi tra le istituzioni la società non sia stata invitata, avendo potuto portare un contributo cognitivo alle Autorità che, probabilmente, ignoravano l’evento ANFFAS.

Spiace anche rilevare che la società viene pesantemente penalizzata per un fatto occorso a più di 30 km dallo stadio da asseriti tifosi della squadra. Si tratta di un provvedimento che, a mio modo di vedere, appare eccessivo tenuto conto di tutte le circostanze del caso».

La S.S. Maceratese invita infine tutti a sostenere la squadra con comportamenti responsabili, contribuendo a difendere il futuro del club e il diritto di vivere il calcio come una vera festa sportiva.