“Più servizi e più comunità”: la ricetta di Luchetti per Mogliano

MOGLIANO – Prosegue il viaggio di MaNews nei comuni del territorio per dare voce ai sindaci e raccontare le trasformazioni dei piccoli centri delle colline maceratesi. Questa volta la tappa è Mogliano, dove il direttore Matteo Malaspina ha incontrato il sindaco Fabrizio Luchetti per fare il punto sui primi due anni di mandato.

Sindaco, è stato eletto nel 2024 con un forte messaggio di cambiamento amministrativo. A quasi due anni dall’inizio del mandato, qual è il cambiamento più concreto che ritiene già visibile a Mogliano?

Dopo una prima fase lunga, sofferta e difficile di riavvio della macchina comunale che abbiamo ereditato, oggi il cambiamento più forte che vedo è un nuovo senso di comunità. Lo abbiamo vissuto in questi giorni con la festa dell’Ascensione, con una grande partecipazione dei cittadini che hanno addobbato le vie del paese e preso parte con convinzione alle iniziative religiose e civili.

Uno dei temi che ha fatto discutere negli ultimi mesi è stata la chiusura della Pro Loco di Mogliano. Ritiene che si sarebbe potuto evitare? E come pensa di ricostruire il rapporto con il mondo associativo?

Sì, sicuramente poteva evitarsi. L’amministrazione ha fatto tutto il possibile per impedirlo, ma le distanze accumulate nel passato erano grandi. Oggi però stiamo ricucendo i rapporti e posso dire che il problema potrebbe essere superato: stiamo lavorando proprio con la Pro Moyano per ricostituire un tessuto positivo per il paese.

Il comune ha rafforzato l’attenzione verso i servizi agli anziani e la gestione della residenza protetta comunale. Quanto è strategico investire nel welfare socio-sanitario?

È fondamentale. I dati sulla natalità sono sotto gli occhi di tutti e anche Moyano segue un trend di invecchiamento della popolazione. Per questo è necessario investire nel sociale per gli anziani, ma anche guardare ai nuovi nati. A breve lavoreremo sull’asilo nido, riportandolo sotto la gestione diretta del Comune, per garantire un servizio pubblico.

Tra le iniziative recenti c’è il restauro della croce processionale del Quattrocento e eventi culturali di rilievo regionale. Quanto può incidere la valorizzazione del patrimonio storico e artistico sulla crescita turistica?

È un punto qualificante della nostra amministrazione. Cultura è un concetto ampio: comprende il paesaggio, la gastronomia e la storia del territorio. Il restauro della croce processionale, realizzato con l’Istituto Centrale del Restauro di Roma, è stato un grande risultato: un’opera restituita alla comunità nella sua bellezza e nel suo significato storico.

A quando il ritorno del Comune a Palazzo Forti?

Siamo in dirittura d’arrivo e contiamo di tornare molto presto. È un obiettivo simbolico importante, legato anche allo slogan della mia campagna elettorale: “Torneremo al centro”. Non solo il centro del paese, ma anche il ruolo centrale della comunità. Palazzo Forti è la sede rappresentativa della nostra identità.