Morti sul lavoro, tre vittime nel Maceratese nei primi nove mesi del 2026: provincia al 59° posto in Italia

MACERATA – Tre morti sul lavoro in provincia di Macerata nei primi nove mesi del 2026. È quanto emerge dall’elaborazione dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega sui dati Inail aggiornati al 30 settembre, pubblicati il 3 novembre.

Il Maceratese registra un indice di incidenza pari a 22,4 decessi ogni milione di occupati, un valore leggermente inferiore alla media nazionale di 24,7. Nella graduatoria italiana costruita sulla base del rapporto tra vittime e popolazione occupata, la provincia si colloca al 59° posto.

I tre decessi in occasione di lavoro sono stati rilevati su un totale di 133.840 occupati. Il dato colloca Macerata in una posizione intermedia nel confronto regionale: il numero assoluto delle vittime è inferiore a quello di Ancona e Pesaro e Urbino, entrambe con cinque casi, ma superiore a quello di Ascoli Piceno, che ne conta due, e Fermo, con un decesso.

Marche in zona gialla: 16 vittime complessive

Nel quadro regionale, le Marche sono inserite nella zona gialla della classificazione Vega. Si tratta della fascia che comprende i territori con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% della media nazionale e il valore medio.

Nel complesso, nei primi nove mesi del 2026 la regione registra 16 vittime in occasione di lavoro. Il dato maceratese contribuisce quindi al bilancio regionale, in un contesto che resta sotto la media italiana per indice di incidenza.

Aumentano le vittime in Italia

Il quadro nazionale è caratterizzato da un peggioramento rispetto al 2025. Tra gennaio e settembre sono stati registrati 823 decessi complessivi, il 5% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di questi, 595 sono avvenuti durante l’attività lavorativa e 228 nel tragitto casa-lavoro.

La Lombardia è la regione con il maggior numero di morti in occasione di lavoro, 84, seguita da Campania (60), Veneto (58), Sicilia (55) e Piemonte (53). In termini di rischio, le regioni che superano la soglia della zona rossa sono Sicilia, Calabria, Basilicata e Campania.

Le costruzioni rappresentano il settore con il maggior numero di vittime durante l’attività lavorativa, 101, seguite da trasporto e magazzinaggio (80) e attività manifatturiere (73).

Tra gli altri elementi evidenziati dal rapporto, l’aumento della mortalità femminile, cresciuta dell’11,8% rispetto ai primi nove mesi del 2025, e quello delle vittime tra i lavoratori stranieri, salite del 29,2%. Per questi ultimi il rischio di morte sul lavoro risulta oltre tre volte superiore rispetto a quello dei lavoratori italiani.

Il rapporto prende in esame anche le denunce di infortunio, che a livello nazionale hanno raggiunto quota 457.879 a fine settembre, con un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un quadro che riporta al centro il tema della sicurezza e della necessità di rafforzare le misure di prevenzione nei luoghi di lavoro.