INCLUSIONE – Dalla miniserie «Gli ininfluenti» a una nuova produzione originale, Favola Fragile ETS condivide sul territorio il modello che trasforma il lavoro sul set in un’occasione concreta di crescita professionale e inclusione
Fare cinema professionale coinvolgendo persone con fragilità diverse è possibile. È da questa convinzione che nasce CIF – Cinema Inclusion Factory, il progetto ideato da Leonardo Accattoli e promosso da Favola Fragile ETS per mettere in relazione il mondo dell’audiovisivo e quello socio-assistenziale, trasformando la produzione cinematografica in un’opportunità concreta di formazione, partecipazione e lavoro.
«Oggi posso dire che si può fare», afferma Accattoli, che ha sviluppato il progetto insieme a Ilaria Bambozzi (project manager) e Francesca Bettini (progettista) a partire dall’esperienza maturata negli anni con le produzioni inclusive di Favola Fragile. CIF nasce proprio dalla volontà di dare continuità a questo percorso, costruendo un modello capace di integrare la preparazione delle persone e il loro coinvolgimento in produzioni reali. Non si tratta soltanto di avvicinare i partecipanti al mondo del cinema, ma di creare le condizioni perché possano sperimentarne le professionalità, mettere alla prova le proprie attitudini e contribuire concretamente alla realizzazione di un’opera.
Il percorso combina una prima fase di formazione con l’esperienza diretta sul campo. Scrittura, recitazione, regia, produzione, ruoli tecnici e post-produzione rappresentano ambiti diversi in cui conoscere il lavoro audiovisivo e individuare, in base alle capacità e agli interessi individuali, le attività più adatte. Il confronto con professionisti del settore permette di trasformare l’apprendimento in pratica, all’interno di una squadra in cui ognuno, con il suo ruolo, concorre al risultato finale. È un principio che Accattoli sintetizza nella convinzione che «la sinergia tra formazione e lavoro artistico condiviso potrebbe addirittura diventare un metodo».
Nelle Marche, CIF nascerà e si svilupperà in sinergia con AST Macerata – UOC Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro, attraverso un percorso che integrerà produzioni già avviate e nuovi progetti ideati direttamente all’interno della Factory. Tra le prime esperienze c’è «Gli ininfluenti», miniserie di cui l’episodio pilota sarà girato quest’anno, dal 22 al 29 ottobre. Nel 2027 la produzione tornerà sul set per realizzare i due episodi successivi, offrendo nuove occasioni di coinvolgimento a persone con fragilità differenti e alle associazioni del territorio. Dopo una prima fase di formazione, i partecipanti potranno entrare nei diversi reparti e prendere parte alle attività che accompagnano la realizzazione della miniserie, dalla preparazione del set alle riprese fino alla post-produzione.
«Per creare opportunità reali non basta aprire una porta: è necessario progettare spazi, tempi e modalità di lavoro in cui persone diverse possano sentirsi legittimate a esserci, a mettersi alla prova e a contribuire allo stesso progetto», sostiene Francesca Bettini, progettista di Favola Fragile.
L’esperienza consentirà di integrare il modello CIF in un processo produttivo concreto, nel quale acquisire familiarità con tempi, responsabilità e modalità operative del lavoro cinematografico. Accanto a «Gli ininfluenti», prenderà forma una nuova produzione audiovisiva che nascerà direttamente all’interno di Cinema Inclusion Factory, ampliando il campo di sperimentazione e le opportunità di collaborazione.
A breve CIF inaugurerà la propria sede stabile sul territorio, dove il progetto potrà sviluppare le proprie attività e consolidare il dialogo con le associazioni locali. In collaborazione con AST Macerata – UOC Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, Favola Fragile ETS lavorerà per mettere in relazione le competenze cinematografiche e quelle prevenzionistiche che attengono alla promozione della salute e della sicurezza dei lavoratori, creando le condizioni perché la formazione trovi continuità nell’esperienza concreta della produzione. È questa integrazione a rappresentare uno dei principi fondanti di CIF, come spiega Ilaria Bambozzi: «Tutti i nostri progetti nascono dal lavoro condiviso tra professionisti del cinema, del settore socio-assistenziale e persone fragili». Un lavoro di squadra in cui la collaborazione non è soltanto un valore, ma una necessità del processo creativo: «Un set, infatti, non può essere portato a termine senza l’apporto di tutti i membri della troupe».
CIF – Cinema Inclusion Factory punta così a rendere il processo audiovisivo uno spazio in cui la formazione trova applicazione, le capacità individuali possono emergere e la partecipazione si traduce in un contributo effettivo. Un percorso che Favola Fragile ETS porta avanti nella convinzione che l’inclusione non si esaurisca nell’accesso a un’esperienza, ma richieda contesti progettati per consentire alle persone di esserci, mettersi alla prova e lavorare insieme a un obiettivo comune.
«Non si sceglie il dolore, quel punto preciso in cui ci si rompe», conclude Leonardo Accattoli. «Però si può scegliere di continuare a lasciare entrare la vita, a darle possibilità e valore. Cinema Inclusion Factory vuole dimostrare che la fragilità può nascondere anche delle opportunità bellissime e non deve essere considerata come una condizione definitiva, ma come un nuovo punto di partenza».




