STORIE DI VALORE – Tra gli imprenditori che hanno saputo trasformare il lavoro in una storia di crescita, Luigi Trasarti rappresenta una delle esperienze più solide dell’imprenditoria marchigiana. Amministratore delegato di Sifa S.p.A., storica realtà industriale nata nel 1964 insieme ai fratelli Giuliano e Vittorio Trasarti, ha accompagnato l’azienda in un percorso che dalla piccola attività legata al comparto calzaturiero e pellettiero ha condotto a una realtà di riferimento nel cartone ondulato e nel packaging.
Dalla campagna all’impresa
La storia di Sifa nasce dal lavoro, dalla famiglia e da una crescita costruita passo dopo passo. Trasarti ricorda origini semplici e un avvio quasi artigianale, sostenuto dall’impegno dei fratelli.
«Noi veniamo dalla campagna. Siamo partiti praticamente da zero. Siamo partiti con una macchina: io lavoravo da solo e i miei fratelli mi aiutavano la sera, il sabato e la domenica.»
La svolta arriva negli anni Duemila, con l’integrazione del processo produttivo: dalla carta al cartone ondulato fino al foglio finito. Oggi l’azienda trasforma circa cinquemila quintali di carta al giorno, conta circa 262-270 dipendenti e, nell’intervista, Trasarti indica un fatturato annuo nell’ordine degli 85-90 milioni di euro.
Il valore del servizio e della rapidità
In un mercato profondamente cambiato, il packaging non è più soltanto contenitore: richiede progettazione, qualità di stampa, resistenza e capacità di rispondere rapidamente alle necessità dei clienti.
«Il cliente chiede il servizio, ma soprattutto la rapidità. La tempistica è fondamentale.»
Tecnologia, persone e nuove competenze
La trasformazione digitale, meccanica e robotica ha modificato profondamente il lavoro in azienda. Per Trasarti la tecnologia è ormai indispensabile: i macchinari hanno alleggerito le mansioni più pesanti, mentre cresce il bisogno di professionalità capaci di governare sistemi sempre più evoluti.
«L’uomo manda la macchina, ma non fa più il lavoro pesante. Servono sempre più tecnici specializzati: la manodopera deve essere più specializzata per stare dietro alla tecnologia.»
Leadership: poche parole, molta concretezza
Il suo modo di raccontarsi restituisce un’idea precisa di leadership: essenziale, concreta, costruita sull’esperienza e sulla capacità di decidere. La crescita dell’impresa è stata condivisa con i fratelli e, successivamente, con le nuove generazioni della famiglia.
«Perché ci piace più fare.»
Una frase breve che sintetizza bene il carattere dell’imprenditore: pochi giri di parole e attenzione al risultato. In un’impresa che opera su un’area di circa centomila metri quadrati, con circa sessantamila metri quadrati coperti, competitività e investimenti tecnologici restano centrali.
Famiglia, umiltà e passaggio generazionale
Nel racconto emerge con forza anche il valore della famiglia. Dai genitori Trasarti ricorda soprattutto la libertà ricevuta; ai figli, ai nipoti e alle generazioni successive cerca invece di consegnare i principi che hanno accompagnato la crescita dell’impresa.
«Con umiltà. E stare insieme il più possibile.»
L’incertezza del futuro e la forza delle decisioni
Guerre, rincari energetici, inflazione e trasformazioni del mercato rendono più difficile immaginare il prossimo futuro. Proprio nei momenti di crisi, sottolinea Trasarti, la responsabilità dell’imprenditore si misura nella capacità di decidere rapidamente e guardare oltre l’immediato.
«La cosa più difficile è prendere le decisioni, perché bisogna prenderle in pochi secondi, pochi minuti. Bisogna avere la forza.»
Un riferimento: Sergio Marchionne
Tra le figure che indica come fonte di ispirazione c’è Sergio Marchionne, apprezzato soprattutto per la concretezza e per la capacità di comprendere l’industria.
«Aveva voglia di fare. Capiva l’industria, capiva quello che c’era da fare.»
Il messaggio ai giovani
Il passaggio più diretto è rivolto agli imprenditori di domani. Trasarti lega il risultato non a formule immediate, ma alla convinzione, alla presenza quotidiana e alla fatica.
«Io mi rivolgo sempre ai giovani: bisogna crederci veramente. Per essere imprenditori bisogna crederci, lavorare, fare tanta fatica, essere presenti. Poi, alla fine, arrivano anche le soddisfazioni.»
La riflessione di Storie di Valore
Luigi Trasarti è un punto di riferimento per il territorio e per l’imprenditoria marchigiana. Si racconta con naturalezza e spontaneità, spartano nei modi ma preciso ed efficace nel raggiungimento degli obiettivi. È un uomo di poche parole e pochi giri di parole: arriva all’essenza delle cose.
Ed è forse proprio questa concretezza a raccontare meglio una gestione consapevole, costruita nel tempo, di un’impresa diventata un fiore all’occhiello del territorio e del settore in cui opera. Una storia industriale che, dopo diversi decenni, continua a generare lavoro, sviluppo e ricchezza, mantenendo saldo il legame con le proprie radici e guardando contemporaneamente all’innovazione e al futuro.
Con questa intervista, Storie di Valore di Manews aggiunge un nuovo tassello al proprio viaggio: un’altra storia autentica capace di lasciare un esempio, un’esperienza e un valore aggiunto alle generazioni di oggi e di domani.
