PORTO RECANATI – Una vicenda che intreccia dolore personale e contestazioni sulla gestione cimiteriale. A renderla pubblica è Elena Di Giovanni, che attraverso un lungo post sui social racconta quanto accaduto alla tomba del fratello, scomparso tre anni e mezzo fa all’età di 54 anni.
Secondo il suo racconto, la famiglia aveva sostenuto una spesa complessiva di circa 7.500-8.000 euro per il funerale, scegliendo – su indicazione dell’agenzia funebre – una bara di misura speciale e un loculo di dimensioni maggiori rispetto a quelle standard, oltre ai costi relativi alla tumulazione e alla chiusura del sepolcro.
La vicenda sarebbe emersa circa due settimane fa, quando un’amica di famiglia avrebbe notato che il loculo presentava una vistosa rottura nella sigillatura in cemento, dalla quale fuoriusciva del liquido. Informata dell’accaduto, Elena Di Giovanni riferisce di aver contattato sia l’agenzia funebre sia il Comune di Porto Recanati.
Stando a quanto dichiarato dalla donna, l’impresa funebre avrebbe prospettato la necessità di sostituire la bara, con una spesa di circa 600 euro, mentre dal Comune, dopo l’invio di una Pec, sarebbe arrivata la richiesta di ulteriori 580 euro, qualificando l’intervento come manutenzione straordinaria.
La donna contesta soprattutto l’assenza di un accertamento tecnico preliminare sulle cause del cedimento. «Nessuno ha effettuato una perizia prima di chiedere un pagamento», sostiene nel suo intervento, aggiungendo che solo successivamente le sarebbe stata prospettata la possibilità di un’ispezione tecnica, con eventuale presenza di un proprio consulente.
Nel post, Di Giovanni critica inoltre la gestione della situazione, affermando che il problema sarebbe rimasto irrisolto per diversi giorni nonostante, a suo dire, fosse già stato segnalato da altre persone. Tra i passaggi più dolorosi del suo racconto vi è anche il riferimento all’ipotesi di assistere all’apertura del loculo per consentire gli accertamenti.
La donna riferisce inoltre che, durante i contatti con gli uffici comunali, le sarebbe stato segnalato un altro episodio analogo riguardante una sepoltura molto più datata.
Concludendo il suo sfogo, Elena Di Giovanni annuncia l’intenzione di portare la vicenda all’attenzione dell’opinione pubblica e, se necessario, anche nelle sedi giudiziarie, chiedendo che vengano chiarite le responsabilità e garantito il rispetto dovuto ai defunti e ai loro familiari.
