SARNANO – Un gemellaggio all’insegna dell’allegria, della musica scanzonata e della grande tradizione popolare che si rinnova con un successo strepitoso. Ormai considerata un appuntamento fisso e immancabile, La Racchia di Sarnano è tornata a essere grande protagonista alla celebre Sagra dell’Uva e del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro di Modena, regalando al pubblico modenese giornate di puro divertimento e spettacolo.
Nata a Sarnano nel lontano 1957 e definita da celebri conduttori televisivi come “la banda più pazza del mondo”– mentre il grande scrittore e poeta Giuseppe Marotta l’aveva battezzata “l’abnorme lunare banda” dopo averla vista sfilare per le vie di Roma –, La Racchia continua a incantare piazze e festival d’Italia e d’Europa. Con i suoi strumenti bizzarri e autocostruiti, i costumi eccentrici e un’irresistibile ironia capace di coinvolgere grandi e piccini, il gruppo ha saputo trasformare ogni esibizione in un momento di festa collettiva.
Alla guida della formazione, in qualità di vicepresidente e maestro direttore, c’è Fabio Pallotta, che con passione, competenza e contagioso entusiasmo dirige le esibizioni della banda, affiancato dal presidente Cesare Bisconti e da tutto il direttivo nel portare avanti una storia gloriosa che affonda le radici nella memoria popolare marchigiana (celebre il trionfo storico al programma televisivo Voci e Volti della Fortuna, abbinato alla prima Lotteria di Capodanno).
Anche in terra modenese, in occasione della 59ª edizione della storica Sagra del Lambrusco di Castelvetro – prestigioso appuntamento che ogni anno richiama migliaia di visitatori per celebrare le eccellenze enogastronomiche del territorio, tra cui il rinomato Lambrusco Grasparossa, la Dama Vivente e gli angoli suggestivi del borgo emiliano –, l’arrivo de La Racchia è stato accolto con un tripudio di applausi e sorrisi.
Le note ironiche, le sfilate piene di colore e l’energia travolgente della banda sarnanese hanno saputo fondersi perfettamente con il clima festoso della manifestazione modenese, confermando come la musica, la simpatia e la condivisione delle tradizioni non conoscano confini regionali.
