“La nostra villeggiatura celeste’”: la poesia di Pietro Polverini vive oltre i confini del tempo

MACERATA – “La nostra villeggiatura celeste” raccoglie testi in versi inediti di Pietro Polverini, poeta scomparso a trent’anni anni nel novembre 2023.

Il volume, uscito per Interlinea in queste settimane, è stato presentato alla libreria Catap in piazza Mazzini, a Macerata, nell’ambito del Licenze poetiche festival. Gli interventi di Virgilio Gobbi, Simone Ruggieri, Edoardo Salvioni, Renata Morresi e del curatore in videocollegamento, Francesco Ottonello, hanno ricordato la figura dell’amico e dell’autore e raccontato anche il libro di versi pubblicato in vita da Polverini, “Indice sommario di sbiadimento”.

Andrea Pierdicca ha dato voce ai testi del poeta di Fiastra, che a lungo ha vissuto a Macerata. «Conobbi Pietro all’università, abbiamo condiviso un percorso. In questa libreria – ha ricordato Virgilio Gobbi – avevamo presentato Indice sommario di sbiadimento nel 2022”. Gobbi ha letto poi alcuni testi dal libro ed evidenziando “la delicatezza e la ricerca stilistica di queste poesie».

«La pubblicazione conta 142 testi, retrospettivamente raccolti, dal 2021 al 2012. Ho conosciuto Pietro in quanto parte della redazione del litblog Mediumpoesia. Entrare nel suo laboratorio linguistico mi ha dato la possibilità di leggere i progetti a cui negli anni ha lavorato. Fare una selezione del materiale inedito che Pietro Polverini ha lasciato è stato difficile, spero il libro sia letto più possibile perché un poeta vive finché viene ascoltato», ha raccontato Ottonello che ha poi dato conto dei criteri filologici che hanno portato a scegliere i testi che il volume appena pubblicato raccoglie.

Edoardo Salvioni ha evidenziato della poesia di Polverini “la sapienza ritmica” e letto alcuni paragrafi di un suo acuto, partecipato saggio su La nostra villeggiatura celeste, «un libro che raduna un decennio di prove ed esiti. Le locuzioni della villeggiatura celeste: uno stillicidio di lettere, parole osservanti, che cadono in ripetuto atto a martellare le tempie e il fiato».

Tra conoscenti, amici e familiari di Pietro Polverini ad assistere alla presentazione, Ruggieri ha letto un commosso, ironico e delicatissimo ricordo del suo rapporto con l’autore aggiungendo, rispetto alla nuova pubblicazione, che da questa «Emerge un ritratto di Pietro sorprendente, che completa quanto in Indice sommario di sbiadimento è cifrato, misterioso. È un libro con testi di assoluto valore letterario».

Renata Morresi ha asserito che «Si riconosce a Pietro un talento cristallino, che ci sta ancora dicendo qualcosa» e, citando alcuni versi, ha sottolineato criticamente che «le miscele di suono di certe pagine sono quasi estatiche, perlustrano le immagini con attenzione meticolosa. Le sue citazioni latine – ha specificato in riferimento ad una delle peculiarità delle poesie di Polverini – sono emblematiche; non come riferimenti eruditi ma come lingua che traduce dall’inconscio e si protende verso un’espressione spirituale. In questo Pietro era classico e modernissimo».

Come scrive Luca Chiurchiù, sodale di Polverini che ha curato la presentazione, nella “testimonianza” che chiude La nostra villeggiatura celeste, «I dieci anni di scrittura raccolti danno l’idea di un percorso di ricerca di una parola che, mentre resta sospesa tra la resurrezione e l’oblio, l’offuscamento e la trasparenza, la pietrificazione e la liquefazione, la pace del sonno e il suo terrore, l’andarsene e il rimanere, la fine e il principio, cerca soprattutto, lieve, di non sbiadire».

di Lorenzo Fava