MACERATA – Inaugurato stamattina l’angiografo di ultima generazione donato dalla Fondazione Carima alla Radiologia Interventistica dell’Ospedale di Macerata diretta dal Dr. Salvatore Alborino.
“Grazie all’alta tecnologia di cui la Fondazione ci ha fatto dono, unita all’altissima professionalità dei nostri sanitari che lavorano in team multidisciplinari, siamo in grado di raggiungere standard elevatissimi di assistenza, così come attestato recentemente dall’Agenas” – ha esordito il Direttore Generale dell’Ast di Macerata Dr. Alessandro Marini.
Presenti all’evento l’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, il Presidente della Fondazione Carima Francesco Sabatucci con il Segretario Generale Dr. Gianni Fermanelli e numerose autorità civili e militari, fra cui il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli e il Dr. Pietro Pinciaroli in rappresentanza dell’Ordine dei Medici di Macerata.

“La Fondazione si mette a disposizione per le necessità del territorio, cercando di perseguire il welfare di comunità. Dopo un anno abbiamo donato 17 apparecchiature sanitarie all’Ast di Macerata, per un valore di un milione e 600 mila euro” – ha sottolineato il Segretario Gianni Fermanelli.
Ringrazio la Direzione Generale per la proficua collaborazione consolidata nel tempo, ma anche tutti i professionisti che hanno contribuito alla realizzazione della donazione, dall’ingegneria clinica al Servizio Tecnico alle maestranze”.

Il Direttore della Radiologia Interventistica Dr. Salvatore Alborino, ha illustrato le caratteristiche dell’angiografo Philips Azurion 7 M20 monoplano a soffitto, che è un sistema di imaging di ultima generazione che mette al centro sicurezza, precisione e comfort.
Gli strumenti software integrati supportano il medico nella navigazione all’interno dei vasi, visualizzando anche i più piccoli dettagli con alta risoluzione, aiutandolo a raggiungere il bersaglio terapeutico con maggiore precisione e riducendo l’esposizione alle radiazioni. Questo approccio favorisce interventi sempre più mirati, con potenziali vantaggi in termini di riduzione delle complicanze e miglior recupero post-procedura e permette di offrire ai pazienti cure più sicure, efficaci e un’esperienza assistenziale più rassicurante.

