Ippodromo, il Comune accusa: “Anni di omissioni e ora un tentativo di bloccare il rilancio”

CORRIDONIA – Si alza il livello dello scontro attorno alla gestione dell’ippodromo cittadino. L’amministrazione comunale, con una nota dai toni insolitamente duri, denuncia quello che definisce «un tentativo goffo e scomposto» di ostacolare il percorso di risanamento e rilancio dell’impianto, dopo anni di problemi ignorati o minimizzati.

Il Comune riconosce al Comitato storico una fase iniziale «gloriosa e dignitosa», ma parla di un ultimo decennio segnato da scarsa visione e mancanza di capacità imprenditoriale.
Dal 2021, il Comitato risultava aggiudicatario del bando ma non aveva mai firmato la convenzione, creando una situazione definita «un limbo amministrativo incompatibile con la gestione legittima di un bene pubblico».

L’amministrazione rivendica di aver affrontato fin dall’inizio le criticità dell’impianto: sollecitazioni, verifiche, confronti con lavoratori e tecnici, fino al coinvolgimento del Ministero.
Secondo il Comune, per anni si è andati avanti «a colpi di delibere temporanee, senza monitoraggio, senza progettazione e senza visione», aggravando la situazione economica del gestore.

Capitolo a parte per la società EliFarm, al centro di una proposta di partenariato diventata “celebre”: dopo l’assenso dell’ente a esaminare l’idea, a gennaio 2024, non sarebbe mai giunta alcuna ulteriore comunicazione.
«Nessun altro progetto è mai stato formalmente presentato», ribadisce il Comune.

Secondo la ricostruzione dell’ente, l’ippodromo all’inizio del 2025 versava in uno stato di forte degrado: utenze disattivate, cavalli al buio, manutenzione assente, lavoratori non pagati e canone comunale arretrato, nonostante gli incassi dell’agenzia ippica.
Il Comitato ha quindi restituito l’impianto «senza pretese e con un debito ancora aperto».

Il Comune rivendica di aver evitato il blocco totale dell’attività grazie a un intervento d’urgenza, all’apertura con il Ministero e all’ingresso della nuova società Corri Ippo, che ha permesso un affidamento diretto per garantire — seppur in forma ridotta — la stagione 2025.
L’impianto è stato riqualificato «a passo di record», nonostante le richieste dei creditori del Comitato che avrebbero rallentato le procedure.

Ora il Comitato contesta la regolarità dell’ultimo bando, pur sapendo — secondo il Comune — che non avrebbe potuto ripresentarsi.
Il quesito sollevato dall’amministrazione è diretto: perché eccepire solo dopo l’assegnazione dell’impianto a una società con un progetto di rilancio?

«Il tempismo lascia poco spazio all’interpretazione. In sintesi: o è mio o non sarà di nessuno

Dure anche le parole rivolte a chi, in passato, da amministratore pubblico, non avrebbe visto — o non avrebbe voluto vedere — il progressivo deterioramento dell’impianto: «Chi oggi si straccia le vesti o è sprovveduto o è in malafede».

L’amministrazione ribadisce di puntare a un futuro di primo piano per l’ippodromo, con un gestore capace di sviluppare un progetto solido e di lungo periodo.
«Per questo abbiamo lavorato e per questo continueremo a lavorare», conclude la nota.