Il vescovo Marconi: «Contro l’astensionismo e per una politica del rispetto e delle idee»

MACERATA – Nel pieno del confronto politico seguito alle elezioni amministrative, il vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi, interviene con una riflessione rivolta ai cittadini, richiamando i valori della partecipazione democratica, del rispetto reciproco e del confronto civile.

«In queste ore – afferma il presule – sono arrivate numerose richieste di commento. Alcune persone hanno chiesto un’opinione in buona fede, altre hanno tentato di attribuirmi posizioni a favore di una parte o dell’altra. Voglio rassicurare tutti: le mie idee sono poche, ma chiare, e sono le stesse che esprimo da sempre».

Il primo richiamo riguarda la partecipazione al voto. Per il vescovo, il crescente astensionismo rappresenta un problema serio per la salute della democrazia. «Invito tutti a esprimere la propria opinione con rispetto e attraverso il voto. Troppo spesso si commenta o si critica sui social senza poi partecipare realmente alle scelte democratiche. Chi rinuncia a votare lascia che siano altri a decidere anche per lui».

Monsignor Marconi ribadisce inoltre il valore della libertà di coscienza dei credenti. «Non ho mai detto e non dirò mai per chi votare. Invito però ciascuno a valutare con attenzione ciò che i candidati dicono e soprattutto ciò che hanno fatto, confrontando parole e comportamenti con i valori del Vangelo».

Tra i principi richiamati figurano il rispetto della vita, l’onestà, la dignità del lavoro, la verità nella comunicazione, l’attenzione verso le persone più fragili, la tutela della famiglia e il rifiuto di ogni forma di violenza, dall’insulto fino ai conflitti armati.

Il vescovo invita anche a premiare chi dimostra concretamente spirito di servizio e attenzione al bene comune, piuttosto che chi ricerca consenso, visibilità o vantaggi personali.

Infine uno sguardo al passato e al modo di fare politica. «Appartenendo ormai alla generazione degli over sessanta – conclude – sento la nostalgia di una politica che sapeva discutere, proporre e spiegare, senza basarsi continuamente sugli attacchi personali. Una politica più pacata, ragionevole ed educata, di cui oggi abbiamo ancora grande bisogno».