Il cratere verso la legge di bilancio

RICOSTRUZIONE – I sindaci dei 138 Comuni del cratere del sisma 2016-2017 hanno incontrato questa mattina in video-call il Commissario straordinario per la ricostruzione e riparazione, senatore Guido Castelli. Un’occasione di “democrazia diretta” – come è prassi ormai nel modello di governance multilivello avviato nell’Appennino centrale colpito dal sisma – per raccogliere quesiti, dubbi e informazioni da parte dei rappresentanti degli Enti locali del territorio colpito dal terremoto di nove anni fa, alla vigilia della definizione della Legge di Bilancio 2026.

Il Commissario ha illustrato le principali misure previste per enti locali e imprese delle aree sisma contenute nella bozza di Legge di Bilancio 2026. Nella prevista proroga dello stato di emergenza e della gestione commissariale straordinaria, che comprende il rifinanziamento delle risorse per la gestione del Contributo del Disagio Abitativo (CDA) per i cittadini ancora domiciliati fuori delle loro case, ci sono molte misure che impattano sulle attività in corso e che riguardano cittadini e imprese.

Tra queste:

  • Rifinanziamento per il 2026 della Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia

  • Sospensione del pagamento dei mutui, dei finanziamenti delle attività economiche produttive e dei mutui prima casa (inagibile o distrutta)

  • Proroga dell’esenzione in favore delle utenze di energia elettrica, acqua e gas localizzate in zona rossa

  • Proroga dell’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo e di registro per istanze, contratti e documenti della PA

  • Proroga dell’esenzione da IRPEF e IRES del reddito di fabbricati delle zone colpite dal sisma, distrutti o oggetto di ordinanze di sgombero

  • Esenzione dal pagamento dell’IMU per i fabbricati fino alla loro completa ricostruzione o agibilità

  • Proroga delle norme relative al trasporto, conferimento e deposito dei rifiuti derivanti dal crollo degli edifici e dei materiali da scavo

  • Proroga della possibilità di aumentare al 70% il quantitativo di rifiuti non pericolosi derivanti dall’attività di costruzione e demolizione

Un’attenzione particolare è stata rivolta alla proroga per la rendicontazione del bonus 110% fino al 31 dicembre 2026, anche per le pratiche presentate prima del 30 marzo 2024.
“Stiamo cercando uno strumento che consenta una contabilizzazione decennale delle detrazioni, per consentirne la fruibilità anche dove ci possono essere problemi di capienza fiscale”, ha commentato Castelli.

Per quanto riguarda la gestione della ricostruzione da parte degli Enti locali, USR e Struttura Commissariale, le misure previste includono:

  • Differimento del pagamento delle rate dei mutui concessi da Cassa Depositi e Prestiti ai Comuni colpiti dal sisma, senza sanzioni e interessi

  • Copertura finanziaria per compensare minori entrate e maggiori costi per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tari)

  • Rifinanziamento delle convenzioni con Invitalia e Fintecna per supporto tecnico alla ricostruzione

  • Proroga o rinnovo fino al 31 dicembre 2026, in deroga, dei contratti di lavoro a tempo determinato presso gli Uffici speciali per la ricostruzione e altri enti nel cratere

  • Proroghe per il personale assunto tramite convenzioni con Invitalia e Fintecna

I sindaci hanno poi richiesto informazioni sulla stabilizzazione del personale e sulla sterilizzazione della spending review rispetto alla spesa corrente, fisiologicamente più alta nei Comuni in fase di ricostruzione.

Il Commissario Castelli ha assicurato una ricognizione su tutti i temi con i Ministeri competenti, dalla Funzione Pubblica all’Interno. Riguardo all’estensione della ZES/Sud a Marche e Umbria, il Commissario ha annunciato che, alla pubblicazione della norma in Gazzetta Ufficiale, i sindaci saranno coinvolti in momenti informativi e formativi per sfruttare al meglio le opportunità per le imprese interessate a investire nel territorio.

Il provvedimento non sarà trasferibile, almeno nel breve periodo, a regioni come il Lazio, dove il reddito medio pro capite non è inferiore alla media europea, criterio alla base dell’estensione della norma alle regioni meridionali o in transizione. Tuttavia, per i 15 Comuni del Reatino compresi nel cratere, si stanno valutando iniziative per superare questi vincoli.

Castelli ha richiamato l’ordine del giorno presentato dall’onorevole Paolo Trancassini, questore della Camera dei Deputati, che impegna l’Esecutivo a valutare un ampliamento della ZES alle province del Lazio o, in alternativa, l’adozione di misure di sostegno agli investimenti e alla semplificazione per evitare svantaggi competitivi rispetto ai territori di Marche e Umbria.

«Dobbiamo lavorare affinché il cratere laziale possa essere destinatario delle medesime opportunità rivolte a Marche e Umbria – ha dichiarato Castelli –. La ZES è uno strumento concreto per dare linfa alla voglia di ripartenza che anima l’Appennino centrale».