CORRIDONIA – Si è svolta ieri pomeriggio la cerimonia di riapertura, a dieci anni dal sisma, della Chiesa di San Francesco a Corridonia. Un momento di straordinaria emozione e grande valore per l’intera Comunità.
L’edificio infatti, uno dei luoghi più rappresentativi della città, era stato lesionato dal terremoto del 2016 e torna ora a splendere al termine di un importante intervento di recupero e restauro, redatto dagli architetti Pierluigi Macchini e Marco Moretti e dalla restauratrice Maria Pia Topa e realizzato con i fondi dell’otto per mille per un contributo di 630.000 €, che ha interessato la struttura, gli affreschi e le opere custodite al suo interno, restituendone bellezza, sicurezza e piena fruibilità.
Alla cerimonia hanno preso parte il Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli, il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale, Silvia Luconi, il Consigliere provinciale Giorgio Pollastrelli, in rappresentanza del Presidente della Provincia e il Parroco Don Fabio.
«Ogni volta che riusciamo a dare nuova vita ad un edificio storico dopo il sisma – ha dichiarato il Sindaco Giuliana Giampaoli – riportiamo in vita luoghi che sono stati e saranno il cuore pulsante di questa città. Quella di San Francesco in particolare rappresenta una sorta di memoria storica per Corridonia. La sua riapertura rappresenta molto più del recupero di un edificio: è il segno concreto della rinascita di un patrimonio che appartiene alla memoria, alla fede e all’identità della nostra comunità.»
L’importanza della riapertura a livello sociale, civile e simbolico, è sottolineata anche dal Senatore Guido Castelli, Commissario Straordinario alla Ricostruzione: «Restituiamo alla comunità di Corridonia la Chiesa di San Francesco, uno degli edifici di culto più antichi del centro storico, ferito dal sisma del 2016. Una riapertura dal forte valore simbolico, alla vigilia del 4 ottobre e nell’anno dell’ottavo centenario della morte del Santo, accompagnata dalla mostra “Francesco secondo Giotto”. Le regioni dell’Appennino centrale sono profondamente intrise della spiritualità francescana: Francesco attraversò queste terre e i suoi seguaci vi hanno lasciato un’impronta ancora viva nell’identità delle nostre comunità. Ricostruire questi luoghi significa custodire la nostra storia e restituirla alle generazioni future.»
La Chiesa tornerà alla funzione che aveva negli anni precedenti al sisma: un luogo di proprietà comunale, ancora consacrato, che sarà però a disposizione della cittadinanza come spazio culturale per mostre, convegni, seminari, incontri.
Contestualmente è stata inaugurata la mostra “Francesco secondo Giotto” realizzata grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione Culturale L’Olmo e della Parrocchia dei Santi Pietro, Paolo e Donato. A condurre i presenti nell’affascinante percorso alla scoperta della vita di San Francesco attraverso lo sguardo di Giotto è stato il Professor Filippetti, tra i più autorevoli studiosi e divulgatori italiani della storia dell’arte, che ha saputo accompagnare il pubblico in un viaggio ricco di suggestioni, approfondimenti e significati.
La mostra, ad ingresso libero, sarà aperta fino al 25 ottobre e visitabile il venerdì dalle ore 21.00 alle ore 23.00, il sabato dalle 10.00 alle 20.00 e dalle 21.00 alle 24.00, la domenica dalle 10.00 alle 12.30, dalle 18.00 alle 20.00 e dalle 21.00 alle 23.00.
Accanto alla mostra è possibile ammirare anche i lavori realizzati dai ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Manzoni-Lanzi”, che hanno interpretato la figura del Santo con la sensibilità, la creatività e lo sguardo autentico delle nuove generazioni.














