MATELICA – Folta partecipazione alla presentazione del libro “Di cosa è fatta la speranza” di Emmanuel Exitu al Teatro Piermarini di Matelica sabato 18 ottobre.
Exitu, uno scrittore e regista, ha dialogato con il prof. Marco Cesare Maltoni, docente UniBo e direttore della Struttura Complessa Cure Palliative della Romagna e con il dott. Sergio Giorgetti, già primario Hospice del nostro ambito.
Un evento che fa parte della serie di incontri “Tra le pagine chiare e le pagine scure”, organizzato dall’Assessorato alla Cultura e all’istruzione della Città di Matelica in collaborazione con il Centro Culturale – Il Veliero e con il supporto della Farmacia Centrale della dott.ssa Giovanna Ferracuti & C., della Parafarmacia “La Margherita” della dott.ssa Paola Procaccini e della SCR Nuova Immagine – Arredamenti Matelica.
Soddisfazione da parte del sindaco della Città di Matelica Denis Cingolani: “Un interessante appuntamento quello che si è tenuto al Teatro Piermarini di Matelica insieme alla Dott.ssa Romina Rossi, al Dott. Sergio Giorgetti, al Dott. Marco Cesare Maltoni ed all’autore del libro Emmanuel Exitu per un importante approfondimento sulle cure palliative. Grazie all’associazione culturale Il Veliero ed in particolare all’amico Luca Di Dio per aver organizzato questa serie d’incontri dal titolo “Tra le pagine chiare e le pagine scure”. Vi aspettiamo al prossimo appuntamento fissato per sabato 8 novembre”.
L’assessore alla Cultura Barbara Cacciolari ha aggiunto: “Con grande piacere proseguiamo il percorso della rassegna “Tra le pagine chiare e le pagine scure”, un’iniziativa che vuole offrire al nostro pubblico occasioni di riflessione, confronto e crescita attraverso la letteratura contemporanea. Ogni incontro è un invito a leggere non solo le parole, ma anche le emozioni e i significati che le accompagnano. Il libro “Di cosa è fatta la speranza” ci conduce in un viaggio intenso e profondamente umano, dove la speranza diventa filo conduttore tra fragilità e rinascita, tra luce e ombra. È un’opera che parla alla sensibilità di ciascuno di noi, ricordandoci che, anche nei momenti più difficili, esiste sempre una possibilità di riscatto e di bellezza. Come assessorato alla cultura crediamo nel valore della parola scritta come strumento di condivisione, libertà e consapevolezza. Ringrazio l’autore, i curatori della rassegna e tutti coloro che contribuiscono a rendere vivo questo spazio di incontro tra libri, idee e persone. La cultura, dopotutto, è il nostro modo più autentico di comunità”.
