Discarica, centro storico e Rambona: le sfide di Pollenza raccontate dal sindaco Romoli

POLLENZA – Un centro storico trasformato in un grande cantiere, la partita delicata sulla nuova discarica provinciale, il futuro dell’Abbazia di Rambona e un’amministrazione che punta su sport e rapporto diretto con i cittadini. È un periodo intenso per Pollenza, come racconta il sindaco Mauro Romoli nell’intervista a MaNews, facendo il punto sui primi due anni del suo secondo mandato.

Il primo elemento che salta agli occhi arrivando nel borgo è il cantiere che interessa corso e piazze del centro storico. Un intervento importante, finanziato con un milione e mezzo di euro a fondo perduto nell’ambito della ricostruzione post sisma, che prevede il rifacimento della pavimentazione e dei sottoservizi lungo la via principale e nelle piazze.

«In questo momento forse non è la miglior pubblicità per accogliere eventuali visitatori – ammette Romoli – ma è un lavoro necessario, richiesto dalla cittadinanza per tanti anni».

L’intervento, al momento dell’intervista, era arrivato a circa il 30% dell’appalto. Il cronoprogramma indicava la conclusione entro la fine dell’anno, con la possibilità di uno slittamento a gennaio. «Ci saranno disagi per cittadini e turisti, ma siamo fiduciosi che chi arriverà a Pollenza nel 2026 possa rimanere a bocca aperta».

DISCARICA, LA BATTAGLIA DEL COMUNE

Ben più delicata la questione della nuova discarica provinciale. Pollenza è infatti tra i territori individuati nell’ambito del procedimento per la scelta del nuovo sito, una prospettiva che ha riacceso tensioni politiche e territoriali.

Romoli parte da una premessa: il territorio di Pollenza, pur non ospitando formalmente il sito Cosmary, ne subisce da anni le conseguenze.

«Formalmente il Cosmary è ubicato nel Comune di Tolentino – spiega – ma per tutti i cittadini della provincia di Macerata, se chiedessimo dove si trova, la risposta sarebbe Pollenza, perché l’impianto è sulla linea di confine».

Il sindaco rivendica quindi una maggiore distribuzione del peso all’interno dell’ambito provinciale. «Noi prendiamo da sempre tutte le esternalità negative provenienti da quell’impianto. In un’ottica di associazione tra Comuni, il peso deve essere distribuito su più spalle. Se alla fine è sempre un Comune a portare il peso per tutti, questa è una famiglia che non funziona».

Da qui la posizione netta dell’amministrazione: «Pollenza non può diventare l’immondezzaio della provincia di Macerata».

Romoli contesta inoltre il percorso che ha portato alla modifica della graduatoria dei possibili siti. «Il criterio con cui si è arrivati a stravolgere la graduatoria è, secondo me, un metodo alquanto discutibile». Il Comune, dopo l’esito dell’assemblea, ha annunciato l’intenzione di tutelare le proprie ragioni in sede giudiziaria.

RAMBONA, «ABBIAMO BISOGNO DI PAZIENZA»

Tra le partite strategiche per il futuro di Pollenza c’è poi il recupero dell’Abbazia di Rambona, uno dei principali simboli storico-artistici del territorio.

Il sindaco invita cittadini e operatori a non perdere fiducia, pur consapevole che i tempi dell’intervento saranno lunghi. «Chiedo a tutti di avere pazienza, ma una pazienza ben riposta. La diocesi sta lavorando alacremente e il progetto di recupero è molto ambizioso».

L’abbazia, precisa Romoli, non è di proprietà comunale ma della diocesi. Il Comune, tuttavia, ha già investito nell’area circostante con sentieri ciclopedonali e attrezzature.

«L’abbazia è il vero monumento del nostro territorio. Noi abbiamo lavorato sull’area circostante, ma manca il piatto principale».

Il recupero potrebbe quindi rappresentare un punto di svolta sul fronte turistico. «Può finalmente dare quella svolta turistica di cui sento parlare da quando ho messo per la prima volta piede in Comune come consigliere comunale, nel 2004».

Una volta avviato il progetto, l’amministrazione è pronta a fare la propria parte con ulteriori investimenti: «Potrà diventare veramente un volano turistico fondamentale per il nostro territorio».

SPORT E INVESTIMENTI

Sul bilancio dei primi due anni del secondo mandato, Romoli preferisce lasciare che siano soprattutto i cittadini a esprimere il proprio giudizio. La sua squadra, però, ha incassato una nuova fiducia elettorale e il sindaco parla di una prima fase positiva.

Tra gli interventi già realizzati, particolare rilievo viene dato all’ammodernamento delle due palestre comunali: una è stata completata, mentre l’altra era destinata a essere interessata dai lavori nel corso dell’estate.

«Sono due investimenti che insieme valgono centinaia di migliaia di euro e sono tanta roba per un Comune come il nostro».

Una scelta legata anche alla forte partecipazione dei giovani alle attività sportive. «Le nostre palestre sono frequentate da centinaia di ragazzi e Pollenza è uno dei Comuni con un’altissima incidenza tra residenti e praticanti attività sportiva».

«IL SINDACO DEVE ESSERE VICINO ALLA GENTE»

Guardando alla fine del mandato, Romoli individua però un obiettivo che va oltre le singole opere pubbliche: costruire un metodo di amministrazione.

«Ho sempre affrontato il mandato come un contratto a tempo determinato, con una fiducia da guadagnare quotidianamente».

Un approccio che significa lavorare sia all’interno del Comune sia nel rapporto con la cittadinanza. «Ho impostato il mio mandato in maniera molto orizzontale».

Per il sindaco, soprattutto nei Comuni delle dimensioni di Pollenza, il primo cittadino deve essere una figura facilmente raggiungibile e capace di affrontare i problemi concreti.

«Oggi la figura del sindaco viene riconosciuta soprattutto nei paesi delle nostre dimensioni. Si riesce veramente a essere facilmente avvicinabili e a dare risposte e soluzioni pratiche, senza tanti ideologismi».

Centro storico, ambiente, turismo, sport e rapporto con la comunità diventano così i diversi tasselli di una stessa idea amministrativa: completare le opere avviate, difendere il territorio e rafforzare la capacità di Pollenza di attrarre visitatori e offrire servizi ai propri cittadini.