CIVITANOVA MARCHE – Quattro carte d’identità elettroniche prive del microchip sequestrate e altrettante persone deferite all’autorità giudiziaria per falsità materiale commessa dal privato. È il bilancio dei controlli documentali svolti nel mese di settembre dalla Polizia Locale di Civitanova Marche, sia agli sportelli del Comando sia nel corso dei servizi sul territorio.
I documenti sono stati sottoposti a sequestro probatorio ai sensi dell’articolo 354 del codice di procedura penale. Le persone deferite sono due residenti a Civitanova Marche, di 61 e 32 anni, un uomo di 43 anni residente ad Ancona e una donna di 23 anni residente in Lombardia.
La linea seguita dal Comando trova conferma nella recente giurisprudenza di legittimità ed è sempre stata convalidata dalla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata. Con la sentenza n. 31429, depositata il 14 agosto 2026, la Quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Procura di Genova contro una decisione del Tribunale del Riesame, stabilendo che il microchip è elemento essenziale della funzione identificativa della carta d’identità elettronica e che la sua rimozione incide sul significato complessivo del documento, anche quando fotografia e dati anagrafici restano integri.
Sul fronte dei servizi su strada, venerdì 2 ottobre una pattuglia è intervenuta lungo la strada statale 16 Adriatica, in un’area già segnalata per la ripetuta presenza di veicoli in sosta irregolare in prossimità di una fermata del trasporto pubblico di linea. Al veicolo controllato doveva essere contestata la sosta a distanza inferiore a quindici metri dal segnale di fermata, violazione dell’articolo 158 del codice della strada. Mentre erano in corso le operazioni per la rimozione, il conducente, un civitanovese di 55 anni, è sopraggiunto e ha spostato il mezzo compiendo manovre che hanno integrato ulteriori violazioni: superamento di linea continua e circolazione contromano, previsti dagli articoli 146 e 143 del medesimo codice. Per la seconda, in ragione dei punti residui sulla patente, doveva disporsi la sospensione breve prevista dall’articolo 218-ter, con il ritiro del documento.
Le minacce hanno accompagnato l’intero intervento. L’uomo ha cominciato a proferirle prima che i verbali fossero redatti, le ha ripetute durante la contestazione, in particolare al momento del ritiro della patente, e ha proseguito anche dopo, alternandole a espressioni oltraggiose nei confronti di un agente. In un frangente, pur trattenuto da due persone, è arrivato a pochi centimetri dall’operatore, che lo ha allontanato per ripristinare una distanza di sicurezza. L’agente non ha riportato lesioni.
Tutte le attività di contestazione, compreso il ritiro della patente, sono state portate a termine successivamente, una volta ricondotta la situazione alla normalità. L’uomo è stato deferito all’autorità giudiziaria per oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale, previsti dagli articoli 341-bis e 336 del codice penale.
L’episodio si aggiunge a un precedente deferimento risalente alla tarda primavera di quest’anno. All’uscita dallo stadio polisportivo comunale un civitanovese di 47 anni aveva strappato dalle mani di un agente il palmare e la stampante portatile in uso per la contestazione di alcune violazioni, gettandoli oltre una recinzione. La strumentazione è stata recuperata integra e perfettamente funzionante grazie alla collaborazione del personale di uno chalet nei pressi del luogo dei fatti. L’uomo è stato identificato al termine di accertamenti laboriosi ed è stato segnalato all’autorità giudiziaria per interruzione di pubblico servizio.
«Sappiamo che talvolta questa professione è difficile e rischiosa. Continueremo a svolgerla con presenza sempre più continua su strada, adempiendo con disciplina al compito di far rispettare le regole, dal codice della strada alla tutela della fede pubblica: non ci è consentito un commodus discessus. Pur comprendendo il momento di incertezza che stiamo vivendo, non dobbiamo aver paura di fare il nostro dovere a servizio della Città. Siamo sereni e a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’unica cui competa stabilire la verità dei fatti. Sulla tutela degli operatori abbiamo già trasmesso all’ufficio personale quanto occorre ad avviare il confronto con la RSU: l’intesa sindacale ci consentirà di impiegare nel servizio esterno le body cam o telecamere indossabili, già previste dal regolamento comunale sulla videosorveglianza. Sono apparati di ultima generazione, predisposti anche per l’attivazione automatica all’estrazione del taser, di futura dotazione al Comando: non servono a controllare chi lavora ma a tutelarlo, documentando per intero quello che accade», dichiara il Dirigente Superiore Cristian LUPIDI, Comandante della Polizia Locale di Civitanova Marche.
Sulla vicenda interviene anche il Sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica: «Ringrazio il Comandante Cristian Lupidi e tutti gli agenti della Polizia Locale per la costante presenza sul territorio e per l’impegno quotidiano a tutela della legalità e della sicurezza dei cittadini. Anche i recenti controlli dimostrano un’elevata professionalità e una rigorosa attenzione nel far rispettare le regole. Allo stesso tempo, esprimo la più totale solidarietà e vicinanza agli operatori vittime di inaccettabili episodi di oltraggio e minaccia mentre svolgevano il proprio dovere. Proprio in quest’ottica sosteniamo con forza l’avvio dell’iter per l’introduzione delle body cam nel servizio esterno. Le telecamere indossabili rappresentano uno strumento di prevenzione e trasparenza, in grado di tutelare il lavoro degli agenti e di documentare con imparzialità lo svolgimento degli interventi».
