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Urbisaglia

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Il nome stesso di Urbisaglia è la moderna trasposizione di Urbs Salvia, una delle più fiorenti colonie romane della Regio V Picenum. Fondata nel I secolo a.C., fu colonia municipalis e poi colonia Iulia, godendo di autonomia amministrativa e di notevole prestigio economico e culturale. La città si sviluppò su un’area ampia e pianificata secondo il classico impianto urbanistico romano, come dimostrano i resti tutt’oggi visibili. Urbs Salvia fu un importante nodo commerciale e agricolo, attraversato dalla via Salaria Gallica, che collegava il mare Adriatico all’entroterra umbro-sabino. Conobbe il suo massimo splendore tra il I e il II secolo d.C., sotto l’imperatore Traiano, quando furono edificati il teatro, l’anfiteatro, il foro, e altri edifici pubblici e religiosi. Il lento declino iniziò tra il III e il IV secolo a causa delle invasioni barbariche, dei terremoti e della crisi dell’Impero Romano. Dopo la decadenza dell’urbe antica, la popolazione si ritirò in altura, dando origine al nucleo medievale dell’attuale Urbisaglia, costruito con materiali di spoglio delle rovine romane.

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Nel Medioevo Urbisaglia visse un periodo di rifioritura sotto la protezione dei monaci benedettini dell’Abbazia di Fiastra, importante centro spirituale e
amministrativo, che contribuì a stabilizzare l’area e a coltivare le fertili campagne circostanti. Il borgo, cinto da mura medievali e dominato dalla rocca, divenne presidio strategico per il controllo della valle del Fiastra.
Durante l’epoca comunale fu conteso tra le città vicine, in particolare Tolentino e Macerata, prima di passare definitivamente sotto l’autorità dello Stato Pontificio, cui appartenne fino all’Unità d’Italia. Nel XX secolo, Urbisaglia ha saputo valorizzare la sua duplice anima – romana e medievale – divenendo un punto di riferimento archeologico e culturale nelle Marche, grazie anche all’eccezionale stato di conservazione del suo parco archeologico.

Parco Archeologico di Urbs Salvia
Uno dei più vasti e importanti parchi archeologici delle Marche (oltre 40 ettari), è visitabile a piedi con percorsi ben segnalati, pannelli esplicativi e visite guidate. I principali monumenti sono:
Anfiteatro romano (I sec. d.C.)
Posto ai margini del parco, è uno dei meglio conservati delle Marche. Poteva ospitare fino a 5.000 spettatori ed era destinato ai giochi gladiatori (munera) e spettacoli. Sono visibili le gradinate, gli ingressi ad arco e parte della struttura sotterranea.

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Teatro romano
Situato in posizione panoramica, aveva una capienza di circa 3.000 persone. Di grande interesse sono le nicchie decorative, i resti della scena e il muro di sostegno semicircolare.

Criptoportico del foro
Straordinario esempio di galleria sotterranea ad uso pubblico, decorato con affreschi del I sec. d.C. raffiguranti personaggi mitologici e allegorici (tra cui Minerva e Marte). È uno dei rari esempi di decorazione pittorica romana giunto fino a noi.

Cinta muraria e porta settentrionale
Il tracciato murario, in parte ancora visibile, racchiudeva l’antica città. La Porta Nord è un esempio suggestivo di ingresso monumentale romano

Urbisaglia rappresenta un esempio unico di continuità storica e culturale, dove l’eredità romana convive con l’identità medievale e l’armonia del paesaggio marchigiano. Pochi luoghi in Italia offrono una tale concentrazione di testimonianze archeologiche perfettamente accessibili, unite a un borgo raccolto, accogliente e vivace. Che tu sia un appassionato di storia, un amante della natura o un viaggiatore alla ricerca di autenticità, Urbisaglia saprà conquistarti con il suo fascino silenzioso e profondo.