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Sarnano

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Sarnano, incastonato come un cammeo tra le pieghe morbide dei Monti Sibillini, è un borgo che sembra sorgere dal respiro stesso della montagna, tanto è intimo il suo legame con la terra, l’acqua e il silenzio del tempo. Le sue origini, saldamente ancorate al Medioevo, affiorano tra le pietre  rosate che compongono case, chiese e torri, in un’armonia architettonica rimasta pressoché intatta nei secoli.   Le prime attestazioni storiche risalgono al X secolo, quando un piccolo nucleo monastico si  raccolse attorno all’antica Pieve di San Paolo. Il nome stesso del borgo, secondo tradizione, deriverebbe da “San Arano” o “San Ario”, un oscuro eremita locale, anche se non mancano   interpretazioni più etimologiche legate alla parola “sarnus”, cioè sorgente o acqua che scorre, omaggio alla limpida abbondanza che sgorga ancora oggi dai ruscelli del territorio. Nel corso del XIII e XIV secolo, Sarnano si affermò come libero comune, dotandosi di statuti propri    e di un assetto urbano organico che ancora oggi costituisce il cuore pulsante del centro storico.

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Questo “castello” murato, esempio mirabile di urbanistica medievale, si sviluppa a spirale su un colle, con una disposizione concentrica e ascensionale che culmina nella Piazza Alta, vera acropoli laica e spirituale del borgo.

Qui sorgono il Palazzo del Popolo, austero e dignitoso, oggi sede del teatro
comunale è uno dei più antichi edifici pubblici di Sarnano, con le prime
testimonianze risalenti al 1269. Nel 1284 viene citato un documento relativo al Palazzo Comunale, mentre un atto del 1340 ne conferma la presenza.

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La Torre Civica è una torre medievale che segna il territorio del comune, si
trova in Piazza della Repubblica. È stata concepita con l’obiettivo di ospitare
la campana comunale e di servire come simbolo del potere locale. La costruzione della torre, probabilmente realizzata dai Maestri Lombardi, si è conclusa nel 1396.

La Chiesa di Santa Maria Assunta, con la sua facciata in cotto e gli interni ricchi di opere d’arte sacra, tra cui spicca una Madonna con Bambino attribuita al maestro Paolo da Visso.

Il borgo visse un’età d’oro tra il Quattrocento e il Cinquecento, periodo in cui prosperarono le arti, i commerci e la devozione. Fu in questi secoli che sorsero il Monastero di Santa Chiara che si trova in Via Giacomo Leopardi,
Sarnano. L’edificio ha una lunga storia, essendo stato   originariamente un convento delle Clarisse. Successivamente, è stato adibito a ospedale,
casa di riposo e infine istituto scolastico. Oggi ospita la Pinacoteca e i Musei Civici di   Sarnano. All’interno si trovano la Pinacoteca, il Museo delle Armi, il Museo dell’Avifauna, il Museo dei Martelli e la collezione di Arte Moderna del
pittore locale Mariano Gavasci.

Sarnano è un borgo che non si visita: si scopre, si attraversa, si ascolta. È luogo che seduce con grazia antica, che avvolge con la sua sobrietà, che cura con le sue acque e le sue altezze. È un compendio di arte, natura, silenzio e storia, in cui l’uomo ha saputo convivere con l’ambiente senza sopraffarlo, ma elevandolo. Chi giunge a Sarnano, non di rado vi ritorna. Perché in quel groviglio di pietre, di tetti e di fontane, si trova qualcosa che somiglia alla pace: la bellezza quieta, profonda e non gridata delle Marche eterne.